Roccaverano è un incantevole paese situato nel punto più alto delle Langhe astigiane, a circa 800 m. di quota.

Può essere una meta di una tappa del famoso giro di trekking delle 5 torri che usualmente si fa partire da Monastero Bormida.

Dalla piazza del paese si può ammirare la facciata del castello di Roccaverano (l’unica parte rimasta). Dalla sommità della facciata, resa accessibile da opere appositamente costruite per la fruizione pedonale, si possono ammirare le valli e le langhe circostanti con un panorama stupendo.

Alle spalle la poderosa torre, a pianta circolare, alta 30 metri con un diametro di circa tre metri.
Lo spessore del muro, alla base supera i due metri.

Le caratteristiche della torre dimostrano che, oltre che come vedetta doveva servire a scopo difensivo. Sembra anche che dall’interno partisse, per eventuali emergenze, un sotterraneo che conduceva all’aperto.

Sia la torre sia il castello sono costruiti in arenaria.

Nell’area è stato costruito un piccolo parco verde con possibilità di vista sulla valle che rende molto godibile il tutto.

Dall’altra parte della piazza si affaccia la chiesa parrocchiale di ss Maria Annunziata. Risale al XVI° secolo e viene attribuita a Bramante.

La facciata dell’edificio, progettato intorno al 1509, è caratterizzata dal sovrapporsi sullo stesso piano di due schemi templari: uno relativo alla sola navata centrale, delimitato alla sommità da un timpano completo e l’altro esteso all’intera larghezza della facciata, concluso sulla proiezione delle navate laterali con due semitimpani.

Bramante affronta in questo edificio il difficile problema di come adattare il disegno della facciata del tempio classico al consueto organismo basilicale delle chiese con navate a diverse altezze che aveva impegnato gli architetti del Rinascimento, a partire da Leon Battista Alberti, anche in relazione alle riflessioni sull’opera vitruviana ed in particolare sulle ipotetiche ricostruzioni della Basilica di Fano.

Obbligatorio citare due peculiarità di questa splendida zona: la piccola, delicata orchidea spontanea che cresce solo sui prati del Bric Puschera – sulla strada per Serole – e la ormai rarissima capra autoctona di razza Roccaverano.

E come non parlare, a questo punto, la famosa robiola caprina di Roccaverano, che si fragia del marchio DOP.