Nella zona dell’Appenino ai confini fra Piemonte e Liguria ci sono delle zone che ricordano certe immagini delle presentazioni grafiche di alcuni film di Walt Disney dove si vedono sinuosi tappeti verdi ed un pennello azzurro che traccia i fiumi con una visione d’insieme che ricorda l’immaginario del paradiso terrestre.

Se non ci siete mai stati vi suggerisco questa bella gita. Non vi preoccupate, è alla portata di tutti, è stata percorsa anche da un gruppo di 25 bambini di quattro e cinque anni ed una di tre.

Il tragitto parte dalla provinciale che collega Voltaggio alle Capanne di Marcarolo e termina al lago Bruno, uno dei laghi del Gorzente sul confine ligure.

Per arrivare al punto di partenza si passa da Gavi, meglio trascurare di brindare con l’omonimo famoso vino bianco (questa potrebbe essere la prima difficoltà del percorso considerando l’alta qualità del prodotto), seguire, preferibilmente subito prima del paese l’indicazione per Voltaggio. Attraversare il guado (speriamo che l’acqua sia sotto i tubi e non sopra la strada del guado – nel caso procurarsi un fuori strada adatto ai veri guadi con acqua) e proseguire in direzione “Capanne di Marcarolo”.

In località “Ponte Nespolo” in prossimità di un tornante, dopo avere superato un agriturismo si parcheggia e si percorre un sentiero molto gradevole che costeggia il torrente Gorzente che, a tratti, forma diverse pozze d’acqua trasparente che invitano a bagni refrigeranti. Si può anche discretamente nuotare temperatura permettendo.

Il sentiero percorre zone boschive con varie tipologie arboree, il castagno, l’acero, il nocciolo, l’acero di monte, il sorbo montano, il ciliegio etc.

Il sentiero come dicevo prima l’abbiamo percorso con il gruppo di bambini accompagnati da qualche coraggiosa maestra e da qualche volontario del CAI, fermandoci un po’ prima del lago per evitare inopportuni esaurimenti .

Si può facilmente vedere come iniziative di questo tipo diano ai bimbi cariche di entusiasmo e di amore per la natura a per gli aspetti più belli e nobili del nostro mondo.

Ed è anche singolare come, considerando quanto detto, queste iniziative siano così poco diffuse.

Il pranzo (panini o poco più) è stato consumato vicino ad una di quelle famose pozze d’acqua, trasparente che veniva voglia di berla. Vari pesci, Cavedani, Tinche ed altri hanno dato ulteriore gioia ai bimbi affollandosi attorno ai pezzettini di pane buttati in acqua. Naturalmente la più piccola del gruppo, la famigerata Camilla ha pensato bene di infilarsi con tutti e due i piedi nell’acqua, presa al volo prima che andasse dove era profonda.

Particolare curioso del percorso: nell’attraversamento del torrente Gorzente avvenuto all’andata ed al ritorno è stato necessario passarsi di mano in mano i vari bimbi per evitare inopportuni pediluvi.

La giornata si conclude lasciando a tutti un’impronta di gioia.