Gavi è una graziosa cittadina fra le colline sopra la valle del fiume Lemme, nella terra di confine tra Piemonte e Liguria.

Gavi ha origini molto antiche, ritrovamenti fanno supporre l’esistenza della stazione neolitica di Cavatium da cui il latino Gavium.

Nel corso della sua storia è passata attraverso molte dominazioni, ma è riuscita a conservare nel tempo le sue tradizioni.

La leggenda.

Le origini della nascita del paese sono legate alla leggenda della Fata Gavina, la bellissima figlia del Re francese Clodomiro che, intorno all’anno 538, in fuga con il suo amante, giunse qui in queste splendide campagne, dove decise di restare.

La sua posizione strategica sulla strada del Sale e il fatto di essere l’unico collegamento tra la val Padana e Genova (nel XI sec. il borgo divenne anche sede del dazio doganale) la rese sempre molto contesa fra piemontesi e liguri e ne fece luogo di passaggio e di sosta per i mercanti, fiorirono così bettole e ristori, locande e osterie.

Il maestoso Forte, meta di molti turisti, domina tutta la Val Lemme e la cittadina con le sue strette vie acciottolate e gli edifici colorati a più piani e costruiti tutti vicini; lo stile urbano richiama molto quello ligure: infatti la cittadina fu per molti anni sotto la dominazione genovese, che ne influenzò non solo la struttura, ma anche le tradizioni, prima di passare definitivamente sotto la provincia di Alessandria nel 1859.

Numerosi negozi e botteghe artigiane animano il centro della cittadina; da provare le specialità enogastronomiche, come gli amaretti; i ravioli (si dice siano stati inventati proprio qui) con ripieno di carni bovine e suine, legati con uova, formaggio, borragine e scarola, da condire con il “tocco” il locale sugo di carne o con solo formaggio; le carni caprine e ovine in umido, accompagnate da patate e legumi; gli stringoni. Da provare anche le focacce locali, quella stirata, oliata e salata o quella con patate. Non si può ripartire senza aver bevuto il famoso “Gavi“, l’ottimo vino bianco che porta il nome della città. Il Comune fa parte dell’Associazione Città del Vino dal 1987.

Una passeggiata interessante conduce dal centro città al Forte (la mulattiera costeggia in parte anche le cascate del torrente Neirone); nei pressi diversi i percorsi in mountain-bike e per gli amanti dell’arrampicata a disposizione una palestra di roccia naturale ai piedi del Monte Moro.

Le colline intorno alla cittadina sono punteggiate dalle eleganti e sontuose ville rinascimentali genovesi circondate dalle loro tenute.

Da vedere:

Forte Gavi

Data la posizione strategica si suppone l’esistenza di una roccaforte già nel periodo romano, ma notizie storiche certe sul Castello di Gavi si hanno verso l’ anno Mille. Le molte modifiche che fecero seguito a guerre e dominazioni, in base alle esigenze di difesa, ne hanno profondamente cambiato nel corso dei secoli l’assetto originario, secondo l’aspetto attuale con pianta a stella a sei bastioni. Nel 1945 è stato proclamato monumento nazionale.

Il Portino: unica porta d’accesso superstite di quattro per accedere al borgo attraverso la cinta muraria, che dal Forte scendevano a circondare tutto l’abitato di Gavi. La struttura risale all’inizio XIII secolo e si presenta come una torre a pianta rettangolare con un tetto a quattro spioventi e alla base un’ampia arcata, sormontata da una bifora e capitello corinzio.

La Parrocchiale di San Giacomo, costruita nel 1165, è un esempio di architettura romanica: da segnalare il bassorilievo dell’ultima cena sull’architrave del portale di ingresso.