Nelle prime decadi del Novecento il castello della Rotta si trovava in stato di abbandono che ha favorito il sorgere di voci e testimonianze di spetri e fantasmi. Secondo alcunI sarebbe uno dei luoghi più infestati d’Italia. Specialisti ed esperti di paranormale hanno studiato a lungo questi fenomeni e sostengono anche che il Castello della Rotta sia stato costruito in una posizione “strategica” per favorire il verificarsi di fenomeni paranormali, l’edificio sorge infatti nel punto di intersezione di due particolari linee di forza terrestre. Sono numerose le testimonianze di persone che sostengono di aver visto con i propri occhi gli innumerevoli fantasmi del Castello.

Davanti al portone di ingresso c’è chi giura di aver visto un cavaliere in sella al suo destriero che vaga con la sua testa in mano, probabilmente è il fantasma del cavaliere templare le cui ossa furono trovate pochi anni addietro, durante lavori di ristrutturazione, seppellite vicino al portone d’entrata del maniero.

Nella cappella si scorge il fantasma di un monaco mentre prega.

Dal balcone del terzo piano si vedrebbe una donna che parla con chi si avvicina al castello. Il fenomeno più importante è quello che avviene tra il 12 e il 13 giugno con una processione di spettri che si avvia verso il castello.

Il castello fu edificato nel 1452 per volere del Gran Priore Giorgio di Valperga, come testimoniato dall’epigrafe murata sul portale d’ingresso; questa costruzione si sovrappone ad una preesistente, appartenuta ai Templari e poi passata ai Gerosolimitani. Riguardo a questi ultimi, esiste una leggenda di un loro tesoro forse recuperato in parte da due muratori circa un secolo fa.

Il castello è una proprietà privata e l’accesso al luogo non è consentito ed è perciò molto difficile eseguire verifiche approfondite in loco. Sono state condotte analisi di tipo bibliografico sul sito cicap.org dal Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze che è un’organizzazione scientifica e pedagogica che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze. L’analisi bibliografica sulle fonti è iniziata con la disamina degli articoli di giornale ed è proseguita con il reperimento di testi sulla storia degli edifici storici del Piemonte e di libri dedicati ai temi dei castelli e delle case stregate. Fino al 1980 nessuno ha mai fatto riferimento a storie di fantasmi. E non si tratta solo di storici di professione, ma anche di appassionati di misteri.

Alberto Fenoglio, in un testo del 1978, cita il castello come luogo templare, disquisisce a lungo sulla storia dell’ordine, senza riferire di avvistamenti di fantasmi nel castello. Un periodico di settore, la rivista Clypeus, in un articolo del 1976 parla del castello della Rotta per denunciare l’incuria, che ne stava causando il degrado, e l’utilizzo della struttura per inscenare messe nere ad opera di “gente che, per compiere le proprie orgette, ha scelto quel luogo di facile accesso”. 
I primi testi che associano il castello alle apparizioni sono due articoli dell’agosto 1980, nei quali l’attuale proprietario, che aveva da poco acquistato il maniero e lo aveva in parte fatto ristrutturare, riferisce i suoi incontri con questi fantasmi. Sono citati il cavaliere, la giovane suicida e la processione. Il proprietario è l’unica fonte dei racconti. 
Articoli di anni successivi descrivono le serate organizzate dal proprietario allo scopo di mostrare le apparizioni della casa. Un gruppo selezionato di appassionati di misteri organizza sedute spiritiche e assiste alle apparizioni. Ad una di esse è invitato un giornalista, insieme ad alcuni testimoni scelti da lui. Alcuni di loro riferiscono una breve apparizione di una luce nel buio del cortile, durante una copiosa nevicata, l’unico fenomeno della serata.

Il già citato Alberto Fenoglio, in un libro del 1986, descrive uno ad uno i fantasmi che appaiono nel castello: dal cavaliere che appare con tanto di armatura, scudo e spada, alla giovane che predilige per le apparizioni le giornate di fitta nebbia, passando per una serie di spettri che appaiono “molto bianchi”, che in una ripresa cinematografica si vedrebbero “avanzare strisciando e aprire e chiudere gli occhi e la bocca”. L’autore propone nel testo una serie di immagini dei fantasmi che apparirebbero nella mansione, senza però citarne la fonte.
 Con la diffusione delle notizie al grande pubblico, il castello comincia a essere assediato dai curiosi. La notte dopo la pubblicazione degli articoli su La Stampa e un contemporaneo servizio a Canale 5, il castello è oggetto di un vero assedio del popolo del mistero, con tanto di violazioni di domicilio, intervento della polizia e relative denunce. Gli articoli più recenti riferiscono solamente dei disagi dei proprietari e del loro astio verso i visitatori indesiderati.